Credit: Pexel Pixabay

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Conoscete qualcuno che abbia mai definito il proprio voto o la propria posizione politica come irrazionale? Penso sia virtualmente impossibile trovare qualcuno che, riferendosi al proprio voto, non lo consideri frutto di una scelta razionale. Eppure, osservando le posizioni altrui, non fatichiamo a trovare incoerenze, se non assurdità totali.
Ogni scelta politica, come tassare gli extra-profitti delle banche o portare i richiedenti asilo in Albania, può avere una lista di motivazioni e giustificazioni a supporto. Tuttavia, il tema centrale è il punto di partenza. Se si parte già da una scelta (ad esempio, introdurre lo ius scholae) o addirittura da una visione del mondo (l’idea che gli Stati Uniti siano i veri responsabili del conflitto in Ucraina o in Medio Oriente), il passo successivo sarà, inevitabilmente, la selezione delle ragioni a supporto. Questa selezione è la grande distorsione e l’origine della nostra miopia.

Un grande psicologo diceva che l’essere umano è un essere “razionalizzante” più che un essere “razionale”. Quello che voleva dire è che tendiamo ad appiccicare giustificazioni a delle scelte già prese, quando una scelta razionale è il termine e non il principio del processo decisionale.

L’epistocrazia si propone di facilitare un metodo diverso per maturare le decisioni politiche. Il tema non è tanto “la conoscenza” quanto il metodo con cui avvicinarsi ad essa. Il metodo scientifico è erroneamente considerato patrimonio esclusivo della ricerca scientifica, quando invece la sua applicazione può estendersi alla vita quotidiana e alla politica. In politica, l’approccio scientifico si traduce in un processo continuo di raccolta di evidenze, formulazione di ipotesi, verifica e correzione. Il metodo scientifico non è un processo rigido, ma un ciclo continuo: si raccolgono evidenze, si sviluppano teorie che cercano di spiegare la realtà, si testano queste teorie attraverso esperimenti o raccolte di dati, e infine si analizzano i risultati per verificare se la teoria regge. Se necessario, la teoria viene modificata per adattarsi meglio alle nuove evidenze. Questo approccio può essere applicato anche alle decisioni politiche, dove ogni politica pubblica dovrebbe essere trattata come un’ipotesi da testare, verificare e correggere.

In politica, l’errore è spesso visto come un fallimento, mentre in realtà è una componente fondamentale di qualsiasi processo decisionale razionale. Il metodo scientifico, infatti, ci insegna che gli errori non sono da temere, ma da accogliere come opportunità di miglioramento. Se un intervento non dà i risultati sperati, è importante analizzare le ragioni dell’insuccesso e correggere il tiro, magari evitando di ripartire da zero.
Un esempio virtuoso di politica basata sul metodo scientifico è la riforma australiana per ridurre il tasso di fumatori. Il governo ha inizialmente raccolto dati su come la dipendenza dal fumo incidesse sulla salute pubblica e sui costi sanitari, formulando un piano che includeva campagne educative, aumento delle tasse sul tabacco e introduzione del packaging anonimo. Dopo l’applicazione, ha monitorato l’efficacia delle misure, riscontrando un calo dei fumatori ma anche un aumento del mercato nero. Di conseguenza, ha corretto la strategia rafforzando i controlli contro il commercio illegale e aggiornando le campagne di sensibilizzazione per target specifici come i giovani e i fumatori cronici. Questo processo iterativo ha permesso di migliorare l’efficacia della politica nel tempo, dimostrando che l’errore non è un fallimento, ma una fonte di apprendimento e perfezionamento.
Bisogna essere onesti: questo processo è molto faticoso, ma soprattutto tende a generare più domande che risposte. Partire dalle evidenze al giorno d’oggi significa navigare in un mare di informazioni e scovare quella piccola frazione di fatti con cui formulare delle ipotesi. Epistocrazia significa anche solo essere consapevoli che, se si parte da una scelta o da una visione del mondo già compiuta, occorre investire un po’ di sforzo per valutare quanti più fatti possibili, non solo quelli che confermano la posizione che stiamo considerando. Il dibattito pubblico e le scelte politiche ne avranno un beneficio enorme.

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